Storia, arte, cibo e natura Vigevano vale una visita

Pubblicato il 18 Dicembre 2019 | 18:21

La città rinascimentale ha vissuto un’epoca d’oro anche grazie alla presenza di Leonardo; oggi merita una gita, anche grazie alla presenza di cuochi come Dario Spagnuolo.

Impossibile non ammirare la piazza Ducale di Vigevano. Talmente bella nella sua perfezione architettonica che non si può fare a meno di passeggiare con il naso all’insù. Fortemente voluta da Lodovico il Moro nel 1492, doveva costituire l’ingresso nobile e di rappresentanza del Castello. È stata realizzata su tre lati da edifici decorati su due piani che poggiano su arcate sostenute da 84 colonne in granito. La pavimentazione è coperta da ciottoli del Ticino.

La piazza di Vigevano (Storia, arte, cibo, natura Vigevano vale una visita)

La piazza di Vigevano

 

Il complesso fortificato, iniziato da Luchino Visconti nel 1340, è uno dei più grandi n Europa con circa 20mila metri quadrati di superficie edificata. La parte centrale era adibita a residenza, intorno: le scuderie, la falconiera e le cucine. Poi nel Quattrocento per volere di Ludovico il Moro viene ampliato, trasformandola in splendida dimora di soggiorno e rappresentanza. La residenza del Moro diventa stabile a Vigevano dal 1491 fino al 1493, dunque deve diventare un luogo all’altezza, per rendere agevole la vita della corte e accogliere gli ospiti illustri. Non va trascurata l’influenza della moglie Beatrice d’Este che ha voluto avere una parte del Castello declinata “al femminile”, perfino con uno splendido giardino pensile.

Feste, musica, grandi dame e abiti “alla moda” al Castello diventano frequenti. Con Lodovico il Moro si trasforma in un palazzo rinascimentale e, non a caso, la ristrutturazione viene affidata a Donato Bramante. Viene realizzata la scuderia ducale o scuderia del Moro, la ristrutturazione della Torre del Castello, nota come Torre del Bramante. Le tre scuderie vengono completamente decorate, oggi sono state in parte recuperate, così il turista ha una parziale idea dello splendore passato. Oggi si possono visitare la ghiacciaia, recentemente ristrutturata, ideale per mantenere in fresco la cacciagione o altri prodotti; le prigioni e la sala della duchessa. Da visitare la mostra permanente multimediale collocata al piano terra del Castello, dove si può ammirare tutta la produzione di Leonardo da Vinci: i taccuini, i disegni e le opere.

Non va dimenticato che il grande genio, al seguito della corte sforzesca, è stato ospitato spesse volte a Vigevano. Anzi abbiamo a disposizione dei documenti che testimoniano alcuni suggerimenti tecnici di Leonardo sulla scuderia. Vale la pena visitare Vigevano, basta solo mezz’ora in treno da Milano e si arriva subito in centro. Passare una giornata a Vigevano significa passare ore immersi nella natura, magari costeggiando il Ticino. Parlare di questa cittadina significa citare anche eccellenze del food, dal riso e il pesce d’acqua dolce. Se durante il Rinascimento si cuocevano le carni alla brace, oggi ci sono tecniche avanzate, anzi lo chef Dario Spagnuolo propone nel suo ristorante Class di Vigevano una cottura sana che fa mantenere al cibo tutte le qualità gustative, grazie al barbecue della Josper, azienda internazionale specializzata in forni.

Polipo e patate (Storia, arte, cibo, natura Vigevano vale una visita)

Polipo e patate

 

Uno dei punti di forza di questo forno a brace chiuso è di poter aumentare o diminuire la temperatura. Anche il cibo più pregiato si arrostisce, non si secca, mantenendo la morbidezza al suo interno. La passione per questo metodo di cottura lo ha spinto nel 2007 a pubblicare le sue ricette nel libro “Barbecue”, edito da Guido Tommasi Editore. Un altro piatto di punta che si puà trovare da Class è la Pinsa, la focaccia laziale, che Dario ha completamente rivisitato, grazie a un impasto particolare, molto più digeribile. Infatti le sue pinse si differenziano dalla solita pizza per gli ingredienti dell’impasto: farina di riso, di soia e frumento, acqua, lievito madre e lievitazione di 32 ore a bassa temperatura. Tra le note interessanti da segnalare è il bel giardino in bambù perfetto per le belle giornate, la cottura alla brace con i forni Josper per alcuni piatti.

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STUZZICHINI DI PANE NERO ALLA SALVIA E PROSCIUTTO CRUDO

Oggi vi voglio proporre questa semplice ricetta, facile e veloce.

Ingredienti per 4 persone

250 g di prosciutto crudo

30 g di salvia

300 g di pane nero

200 g di rapanelli

Tempo di preparazione: 6 min

Tempo di cottura: 5 min

Tagliate il pane nero a fette spesse 2 cm circa.

Tostatele e tagliatele a quadrati di 5-6 cm di lato.

Sistemate una foglia di salvia in diagonale su ogni quadrato di pane e avvolgete ogni quadrato in una fetta di prosciutto crudo.

Passate velocemente alla griglia a media temperatura su entrambe i lati.

Infilzate i quadrati in centro con uno stuzzicadenti.

Tagliate i rapanelli e passateli velocemente sulla griglia ad alta temperatura, giusto il tempo di segnarli.

Infilzate mezzo rapanello su ogni stuzzichino e disponeteli su un piatto da portata.

Buon Appetito!

 

 

 

SALSA DI POMPELMO

SALSA DI POMPELMO chef Dario SpagnuoloOggi vi presento questa salsa molto particolare… perfetta per essere accompagna a scampi e gamberoni.

Ecco a voi gli ingredienti e il procedimento per preparare un’ottima salsa di pompelmo.

Ingredienti:

5 pompelmi

1 cucchiaio di zucchero di canna

50 g di zenzero fresco

Sale

Pepe

Procedimento:

Spremete i pompelmi e grattugiate lo zenzero.

Mettete tutti gli ingredienti in un pentolino

E mescolate bene.

Cuocete su fiamma dolce per 3-4 minuti.

Buon Appetito!

BISTECCA FARCITA ALLA GRIGLIA

bistecca farcita alla griglia chef Dario Spagnuolo Class Ristorante VigevanoL’estate è la stagione ideale per il barbecue. È il periodo in cui il profumo di grigliate invade giardini, parchi, montagne, spiagge ecc.

 Ritrovarsi intorno ad un fuoco per mangiare e fare festa è una delle usanze più antiche che l’uomo possa ricordare, nonché una grande passione, specialmente per gli italiani.

 Gli ingredienti sono importantissimi; scegliete sempre ingredienti freschi e di prima qualità, il vostro palato vi ringrazierà e anche la vostra salute. Non dimenticate che un altro ingrediente fondamentale in cucina e la fantasia!

 Oggi vi voglio proporre un modo diverso e gustoso di preparare la bistecca alla griglia: 

BISTECCA FARCITA ALLA GRIGLIA

Ingredienti per 4 persone:

4 bistecche di 3-4 centimetri di spessore

una cipolla

200 grammi di paté di fegato 1

0 ML di brandy

30 grammi di prezzemolo

30 grammi di dragoncello

10 ML di olio extravergine d’oliva sale pepe

 

tempo di preparazione: 18 minuti

tempo di cottura: 8 minuti

 

Aprite le bistecche al libro lasciando un lato attaccato…

Tritate la cipolla e fatela appassire in padella con l’olio, poi usatela per farcire le bistecche.

Amalgamate il paté con il brandy, le erbe aromatiche, il sale e il pepe.

Spalmatelo nelle bistecche, richiedetele, sistematele sulla griglia e cuocetele da entrambi i lati a bassa temperatura.

Buon appetito!

ORIGINE DELLA CARNE ALLA TARTARA

Benché sia un piatto rinomato della cucina francese, successivamente divenuto un piatto internazionale, questo piatto è diffuso principalmente nell’Europa centrale, in Francia, in Belgio, nei Paesi Bassi e può presentare diverse varianti.

La sua origine andrebbe ricercata in realtà altrove. Si dice infatti, che il nome tartare derivi dal popolo dei Tartari.

I tartari erano un popolo di guerrieri viaggiatori proveniente dall’Europa orientale e dall’Asia centrale.

Proprio per questa loro caratteristica erano portati a viaggiare molto, perciò svilupparono l’esigenza di consumare dei pasti veloci e che non richiedessero dispendio di fuoco e tempo nella preparazione.

Nacque così fra loro l’usanza di porre la carne cruda sotto le selle; durante le cavalcate e i lunghi spostamenti. Questa veniva battuta e macinata, divenendo così pronta ad essere consumata. Usanza questa che veniva messa in pratica anche dal famoso popolo degli Unni.

Presto questo modo di gustare la carne cruda divenne prima molto diffuso ed apprezzato nella Russia Zarista; per poi diffondersi nel resto d’Europa e soprattutto in Francia, grazie agli Chef esiliati che portarono con loro anche le ricette tradizionali delle loro regioni.

La preparazione della Tartare

La preparazione della carne alla Tartare è molto semplice ma richiede pazienza e precisione.

Si scelgono i tagli migliori per questo tipo di preparazione che possono essere: lombata magra o lo scamone, che devono essere di ottima qualità e freschissimi; vanno poi privati totalmente di qualsiasi filo di grasso o di nervatura.

Si inizia a tagliarla la carne a striscioline e poi a pezzettini sempre più piccoli che verranno infine battuti per ottenere la consistenza giusta. Una volta ottenuto questo battuto, la carne così preparata viene messa a marinare nel vino, in altri alcolici, o nel succo di limone; questo passaggio serve a dare una sorta di cottura (anche se non si può parlare di cottura nel significato proprio della parola); infine la preparazione viene speziata.

Fondamentali la freschezza e l’altissima qualità degli ingredienti per garantire la sicurezza.

Ci sono molti modi di preparare e servire le tartare. Spesso questo piatto viene condito con un mix di variegato di ingredienti.

La si può accompagnare ad esempio con tabasco, oppure con della mostarda, ma anche condirla con una mistura a base di acciughe tritate ed emulsionate con il cognac.

Soventemente la si trova accompagnata dalle cipolle, tagliate molto finemente e decorata col tuorlo di un uovo crudo posto sulla sommità e condita con una miscela di aromi, prezzemolo e capperi.

 La carne, una volta battuta, la si condisce spesso con del prezzemolo tritato, capperi, cipolla o scalogno, paprika e acciughe, tutto unito ed amalgamato insieme.

La tartara è un piatto molto raffinato, un piacere della vista ma anche e soprattutto del palato.

Buon Appetito.